top of page

Dopo San Valentino: riflessioni sull’amore, il desiderio e la mancanza

  • Immagine del redattore: Elisa De Martini
    Elisa De Martini
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min



San Valentino è appena passato. Le vetrine si svuotano di cuori, le coppie tornano alla quotidianità, e per molti resta una sensazione difficile da nominare: un misto di nostalgia, sollievo, delusione o silenzio.

Proprio quando la festa finisce, può iniziare una riflessione più autentica sull’amore.

San Valentino è un potente attivatore psichico: non parla solo di relazioni presenti, ma riaccende storie antiche, aspettative inconsce, ferite e desideri che abitano il nostro modo di legarci all’altro.


L’ideale amoroso e il confronto silenzioso

San Valentino mette in scena un amore idealizzato: romantico, reciproco, visibile, “riuscito”. Un amore che sembra dover funzionare come conferma del proprio valore personale. Molte sofferenze nascono proprio qui: non tanto dall’assenza dell’altro, quanto dal confronto – spesso tacito – con un ideale interiorizzato di ciò che l’amore dovrebbe essere.

In questo confronto, l’esperienza reale rischia di apparire sempre insufficiente. L’altro non ama “abbastanza”, la relazione non è “come dovrebbe”, oppure siamo noi a non sentirci mai pienamente scelti. La ferita narcisistica non riguarda solo l’amore, ma l’immagine di sé come soggetto amabile.


L’amore come ripetizione delle relazioni primarie

Nella clinica emerge spesso con chiarezza: l’amore adulto non è mai solo presente. È anche memoria.

San Valentino può riattivare vissuti infantili profondi:

  • l’attesa di essere visti,

  • la paura di essere dimenticati,

  • la speranza di essere finalmente scelti.

L’altro diventa così il luogo in cui si ripetono antiche dinamiche: chi ha dovuto aspettare amore, chi ha imparato a non chiedere, chi teme che il legame sia sempre fragile. La festa amplifica queste emozioni, rendendo più visibile ciò che normalmente resta sullo sfondo.


Solitudine: essere soli o sentirsi soli?

Per molte persone San Valentino è soprattutto la festa della solitudine. Ma la solitudine non è un’esperienza univoca. E, allora, possiamo chiederci: la sofferenza nasce davvero dall’assenza dell’altro, o dalla difficoltà di sentire un legame interno stabile?

Esistono solitudini popolate e relazioni profondamente solitarie. Quando il legame interno è fragile, l’altro diventa indispensabile per colmare un vuoto che spaventa. In questi casi l’amore rischia di trasformarsi in bisogno, più che in incontro.


Amore e desiderio: una tensione inevitabile

La narrazione romantica tende a sovrapporre amore e desiderio, ma clinicamente sappiamo che non coincidono.

Amare significa legarsi, dipendere, esporsi.

Desiderare significa mancare, non possedere, tollerare l’assenza.

Molti pazienti oscillano tra il bisogno di fusione e il timore di perdersi nell’altro. San Valentino, con il suo linguaggio rassicurante e armonico, rischia di negare questa ambivalenza, che invece è costitutiva di ogni relazione viva.


Oltre la festa: una domanda aperta

Forse, allora, San Valentino non ci chiede se siamo innamorati.

Ci chiede come viviamo il legame.

Se lo cerchiamo come promessa di salvezza,come ripetizione di una ferita antica,o come spazio possibile di incontro tra due soggettività incompiute.


Nel lavoro terapeutico, l’amore non è mai solo un obiettivo da raggiungere, ma un linguaggio da comprendere. E talvolta, proprio quando i cuori smettono di essere esposti, diventa possibile ascoltare ciò che davvero chiedono.



Bibliografia essenziale

Klein, M. (1957). Amore, odio e riparazione. Martinelli.

Fairbairn, W. R. D. (1952). Psicoanalisi delle relazioni oggettuali. Bollati Boringhieri.

Winnicott, D. W. (1971). Gioco e realtà. Armando Editore.

Winnicott, D. W. (1958). La capacità di essere soli. In Processi maturativi e ambiente facilitante. Armando Editore.

Khan, M. M. R. (1963). Il trauma dello sviluppo. Borla.

Laing, R. D. (1960). Il Sé diviso. Einaudi.

Bauman, Z. (2003). Amore liquido. Laterza.

 
 
 

Commenti


+39 3494204376

Via Giorgio Pitacco, 7
00177 | Roma

P.IVA 17121271005
N. iscrizione albo 25716

bottom of page