Il tradimento nella coppia: una lettura psicodinamica tra trauma, significato e possibilità di trasformazione
- Elisa De Martini
- 23 gen
- Tempo di lettura: 4 min

Il tradimento rappresenta una delle esperienze più dolorose e destabilizzanti nella vita affettiva individuale e nella relazione di coppia. Non si tratta soltanto della violazione di un patto di esclusività, ma di una frattura profonda del legame, che coinvolge la fiducia, l’identità, il senso di sicurezza emotiva e l’immagine di sé. In una prospettiva psicodinamica, il tradimento viene considerato non solo come un evento, ma come un fenomeno relazionale complesso, che esprime dinamiche profonde della storia affettiva e del funzionamento psichico dei partner.
Il tradimento come evento traumatico relazionale
Per molte persone, il tradimento assume le caratteristiche di un vero e proprio trauma relazionale. La scoperta può generare shock emotivo, disorientamento, vissuti di irrealtà, rabbia intensa, tristezza profonda e perdita di fiducia. Spesso si assiste a una messa in discussione delle proprie certezze affettive e della continuità del Sé.
L’evento può riattivare ferite relazionali precoci legate ad esperienze di abbandono, rifiuto o instabilità affettiva. In questi casi, il dolore attuale si intreccia con vulnerabilità antiche, amplificando l’impatto emotivo e rendendo più complesso il processo di elaborazione.
Il vissuto psichico di chi è stato tradito
Per la persona che subisce il tradimento, la frattura del legame può essere vissuta come una minaccia alla propria integrità emotiva e identitaria.
Tra le principali dimensioni cliniche che emergono frequentemente:
Ferita narcisistica e svalutazione del Sé: il tradimento può colpire profondamente l’immagine di sé, attivando sentimenti di inadeguatezza, vergogna e autosvalutazione. È frequente che la persona interiorizzi l’evento come conferma di una presunta mancanza personale, mettendo in discussione il proprio valore affettivo.
Riattivazione di modelli di attaccamento e ferite precoci: l’esperienza può riattualizzare vissuti di abbandono o insicurezza legati alla storia affettiva, rendendo il dolore attuale più intenso e meno facilmente contenibile.
Perdita di fiducia e ipervigilanza: a livello difensivo, possono comparire pensieri intrusivi, bisogno di controllo, ipervigilanza e difficoltà a fidarsi. Questi aspetti rappresentano tentativi psichici di ripristinare un senso di sicurezza interna, piuttosto che semplici reazioni razionali.
Ambivalenza emotiva: è comune la coesistenza di rabbia, desiderio di allontanamento e, allo stesso tempo, bisogno di mantenere il legame. Questa ambivalenza può generare confusione, senso di colpa e difficoltà decisionali
Il funzionamento psichico di chi ha tradito
In una prospettiva psicodinamica, il tradimento viene considerato come un agito, ovvero una modalità attraverso cui conflitti interni e relazionali vengono espressi sul piano comportamentale, anziché essere pensati e simbolizzati.
Tra gli aspetti che frequentemente emergono nel funzionamento psichico di chi tradisce:
Difficoltà nella mentalizzazione dei bisogni emotivi: il tradimento può rappresentare una risposta disfunzionale a bisogni di vicinanza, riconoscimento o sostegno, che non vengono riconosciuti e comunicati all’interno della relazione.
Conflitti tra dipendenza e autonomia: in alcuni casi, l’intimità e la dipendenza affettiva possono essere vissute inconsciamente come minacciose per l’identità. L’agito traditivo può allora funzionare come tentativo di ristabilire una distanza psichica e un senso di controllo.
Ricerca di conferma narcisistica: il coinvolgimento esterno alla relazione può assumere la funzione di rinforzo dell’autostima, soprattutto in presenza di fragilità narcisistiche, vissuti di vuoto o timori di non essere desiderabili.
Evitamento del conflitto: il tradimento può anche rappresentare una modalità indiretta di esprimere insoddisfazione, rabbia o distanza emotiva, evitando il confronto diretto, vissuto come troppo minaccioso o doloroso.
Comprendere senza giustificare né giudicare: responsabilità e colpa
Un aspetto centrale del lavoro clinico è distinguere tra comprensione e giustificazione. Comprendere il significato psichico del tradimento non implica minimizzare la responsabilità dell’atto. Al contrario, il processo terapeutico mira a favorire l’assunzione di responsabilità emotiva da parte di chi ha tradito, condizione fondamentale per qualsiasi possibilità di riparazione del legame.
Parallelamente, per chi è stato tradito, il lavoro terapeutico sostiene l’elaborazione della ferita, evitando che l’esperienza venga cristallizzata in una posizione identitaria di vittima, che rischierebbe di limitare la possibilità di rielaborazione e di scelta autentica.
Si può superare un tradimento?
La possibilità di superare un tradimento dipende da molteplici fattori: la storia della coppia, il significato che l’evento assume per ciascun partner, le risorse individuali, la capacità di mentalizzazione e la disponibilità ad affrontare un percorso di elaborazione.
Superare un tradimento non significa tornare semplicemente alla relazione precedente. Spesso implica una ristrutturazione profonda del legame. In alcuni casi, la crisi può diventare un’opportunità per costruire una relazione più consapevole, fondata su una maggiore comunicazione emotiva e su confini più chiari. In altri casi, il percorso può accompagnare verso una separazione elaborata, che tenga conto dei bisogni emotivi e dei limiti del legame.
Perdono, separazione e trasformazione del legame
In ambito clinico, non esiste un esito valido per tutti. Il perdono non è un obiettivo imposto, così come non lo è la separazione. L’obiettivo terapeutico principale è sostenere una posizione soggettiva più consapevole, che permetta alla persona di scegliere in modo autentico, non guidata esclusivamente da paura dell’abbandono, dipendenza emotiva o pressioni esterne.
In alcuni casi, il tradimento rappresenta una soglia che segna la fine della relazione. In altri, può diventare un momento di riorganizzazione del legame, con una maggiore differenziazione e una riduzione delle idealizzazioni reciproche.
Conclusione: il tradimento come evento rivelatore
Pur nella sua dimensione dolorosa, il tradimento può assumere il valore di un evento rivelatore. Porta alla luce bisogni, fragilità e dinamiche relazionali che spesso erano presenti da tempo, ma non avevano trovato uno spazio di elaborazione.
Il lavoro psicoterapeutico consente di andare oltre l’evento in sé, favorendo un processo di comprensione profonda che sostiene la persona nella rielaborazione del trauma, nella presa di responsabilità e nella costruzione di scelte affettive più consapevoli e più coerenti con il proprio funzionamento emotivo.
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